Caratteristiche di Leopard (IV)
Qui volevo arrivare, ahah.
Tutti noi che usiamo il Mac sappiamo che si distingue, tra molte altre cose, per il suo ambiente intuitivo per l’utente, per la sua funzionalità e per la minima perdita di tempo, a favore di un aumento della produttività, di qualsiasi tipo.
Spaces, credo che sarà la grande dimenticata di Leopard, ma finirà per diventare indispensabile.
Se usi Exposé, immagino che ti sarà capitato, come succede a me, che quando usi un computer che non ce l’ha ti trovi in difficoltà: dover andare alla barra inferiore per selezionare la finestra è roba del secolo scorso, come minimo.
Spaces è l’applicazione che gestisce i desktop virtuali del nostro Mac.
Come si suol dire, un’immagine vale più di mille parole:
Guardando oltre gli attuali gestori di desktop virtuali, presenti sia su Mac che su Linux, che sono in circolazione da molto più tempo e il cui utilizzo è più diffuso, la sua funzionalità più interessante è quella di poter assegnare i programmi a ciascun desktop: così, quando fai clic su un’icona nel Dock, per esempio, vieni portato immediatamente sul desktop che hai assegnato in precedenza. Un’altra opzione interessante per l’organizzazione è quella di trascinare i programmi da una finestra a un’altra di Spaces.
Mentre scrivo questo, mi viene in mente una definizione di Spaces: l’Exposé dell’Exposé, ahah.






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